Gli adolescenti: spensierati o infelici?

L’atteggiamento di sfida nei confronti dei genitori, l’incremento dell’impulsività, una bassa percezione del rischio e l’assunzione di comportamenti avventati e imprudenti denotano la difficoltà dei ragazzi nel processo di costruzione della propria identità e acquisizione di nuove libertà, capacità e responsabilità.

L’Adolescenza è una fase della vita che può essere attraversata da disagio e turbamenti emotivi: scarsa stima di sé, sensazione di sconfitta e di inadeguatezza, sentirsi sempre indietro rispetto ai coetanei e agli adulti di riferimento, percepire le trasformazioni del proprio corpo con insoddisfazione e a volte vergogna. Questi vissuti richiedono un’attenzione particolare da parte dei genitori, che devono prendere sul serio le insicurezze, i pensieri e le frasi buttate là dal figlio adolescente. In che modo? Parlando con lui della tristezza, delle delusioni, dei sentimenti di fallimento, dei loro conflitti e del desiderio di fuga che a volte un ragazzo può avere di fronte a un insuccesso. Il ritiro dalla vita e l’abbandono della speranza possono manifestarsi in un adolescente con l’assunzione di comportamenti ad alto rischio: l’isolamento sociale, il consumo di droghe e alcool, i disturbi alimentari, le condotte autolesioniste e suicidarie, tutti campanelli d’allarme che richiedono un intervento specialistico sul giovane e sulla famiglia perché questa acquisisca la forza e le capacità di accompagnare il figlio lungo il percorso di crescita.

Una presa in carico precoce diminuisce certamente l’eventualità di una condotta suicidaria e incrementa le capacità di gestione delle difficoltà anche quando si ha l’impulso a scappare dalla vita.

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