LA SOLITUDINE

Momento di riflessione e di cambiamento interiore o condizione di sofferenza?

In alcune fasi del nostro ciclo di vita ci sentiamo vulnerabili, e ciò prescinde dall’età anagrafica: se siamo giovani e abbiamo la vita davanti ma non riusciamo a realizzarci professionalmente e affettivamente, abbiamo difficoltà a trovare il nostro “posto nel mondo”; in età più avanzata certamente, con la perdita di alcune persone fondamentali dal punto di vista affettivo, il rischio di isolamento aumenta…tuttavia, la serenità e un bilancio positivo della vita vissuta fino ad ora rendono l’anziano propositivo e membro attivo della società.

La riduzione della motivazione a costruire il nostro futuro, la chiusura sociale successiva a un vissuto di esclusione e marginalizzazione per cause vitali (perdita del lavoro, abbandono, lutto) sono campanelli d’allarme indicativi di malessere psicologico che va affrontato con tutte le risorse a disposizione. E, se il malessere temporaneo diviene costante e il vissuto di solitudine si trasforma in sofferenza, è indispensabile consultare uno specialista che ci guidi verso la comprensione di quanto sta accadendo nella nostra vita e ci aiuti a ritrovare il benessere e la progettualità del nostro futuro.

 

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