Prevenzione dei disturbi psicologici

La salute è una condizione di cui si ha un’esperienza quasi inconsapevole:
sembra coincidere con il fluire stesso della vita. La malattia, come agente che interferisce con questo fluire, sembra svelarla come condizione perduta.
La salute non come un semplice “sentirsi bene”, ma come un esserci , un essere nel mondo, un essere insieme agli altri.

Tale benessere ha qualità molteplici in quanto è attribuibile al corpo, alla mente e
all’ambiente che ci circonda.

Questa idea di salute, non più intesa come uno stato da conservare attraverso una
strenua difesa dell’incessante rischio di malattia, ma riconosciuta nella sua intrinseca natura evolutiva, abilita allora a considerare l’ipotesi di realizzare interventi mirati di promozione della salute, che si esprime promuovendo nelle persone l’acquisizione di comportamenti saluto-geni rispetto a:

Stili di vita
Si tratta, in sintesi, di aiutare la persona a sviluppare, mantenere e usare le
capacità fisiche, mentali ed emotive nella complessa rete delle sue relazioni sociali.
Per rendere l’idea della differenza fra prevenzione e promozione della salute, possiamo dire che ci sono atteggiamenti tipici di chi vive nella paura della morte e atteggiamenti tipici di chi vive nell’amore della vita.

Reazioni alla sofferenza e alla malattia
Intervenire nella modificazione dei comportamenti significa riconoscere e confrontarsi con una dimensione emotiva sottostante, con bisogni orientati alla ricerca persistente di soddisfazione e ai processi mentali di razionalizzazione, quali i meccanismi di difesa consapevoli. Una persona in grado di ascoltare il proprio corpo e di riconoscerne i segnali di disagio/sofferenza, è sollecita nel sottoporli all’attenzione degli esperti e disponibile a seguirne poi le indicazioni
terapeutiche (compliance); in questo modo aiuta innanzitutto se stessa e, in seconda battuta, mette il sistema sanitario in condizione di evitare inutili sprechi economici, oltre che gli inevitabili problemi organizzativi connessi a un inadeguato utilizzo.

Effetti psicofisiologici diretti (cioè fattori psicologici non mediati da quelli
comportamentali, ad es. stress, disturbi psicosomatici)

Si tratta di casi, sempre più numerosi, in cui è riconosciuta una chiara relazione causale fra stress, quindi atteggiamento psicologico rispetto ai comuni stress e malattie psicosomatiche.

In ogni persona, la sofferenza psichica e corporea diviene, in modo sempre più
consapevole, un momento centrale dell’attenzione e della ricerca interiore. Lavoriamo all’interno di un progetto di prevenzione delle psicopatologie e dei disturbi psicologici.

Spostiamo il fulcro del nostro lavoro dal malessere al benessere. Il principio che ispira il nostro operato è il confronto in una prospettiva di integrazione, cioè non rigidamente settoriale e tanto meno riduttiva.
Antes non fa del proprio sapere e della propria prassi un hortus conclusus e assoluto. Il sintomo psichico, come l’organico, è dunque da vedersi, da leggersi, studiarsi e viversi come un campanello d’allarme che ci avverte che qualcosa in noi non funziona, non meno della febbre che ci dice che abbiamo un’infezione in corso! Possiamo dire che il sintomo è il riepilogo di ciò che viviamo in quel momento.

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