Ho fame: le mie emozioni nel piatto

Mangiamo certamente per soddisfare un bisogno fisiologico di base, ma la quantità e la tipologia di cibi che scegliamo rispondono maggiormente a una necessità edonistica, legata al puro piacere di mangiare. Ne è testimonianza il fatto che, sebbene sazi, a volte andiamo comunque alla ricerca di cibi appetitosi obbedendo all’ impulso di sottomissione al palato.

In tal modo nutriamo le nostre emozioni, non il corpo, trovando un temporaneo sollievo allo stress, alla tristezza, alla rabbia. Insomma alle emozioni che condizionano profondamente il nostro umore e i nostri comportamenti.

Come una sorta di automedicazione, ci ritroviamo a usare e dosare il cibo per controllare e aiutarci a gestire stati d’animo che generano sconforto e angoscia. Quando ciò avviene saltuariamente o per periodi di tempo limitati, può donarci benessere e gratificazione, ma un’assunzione costante, eccessiva e illimitata di cibo con funzione di autoterapia è indice di un disagio psichico profondo, nello specifico di un Disturbo da Alimentazione Incontrollata che si caratterizza per la presenza di abbuffate e di dipendenza e assuefazione che richiede un’assunzione di sempre maggiori quantità di cibo per sperimentare l’effetto sedativo su emozioni negative.
La suddetta condizione clinica necessita di un trattamento specialistico, prevalentemente di natura cognitivo – comportamentale .

Al Centro Antes afferiscono psicologi psicoterapeuti in grado di offrire interventi adeguati al trattamento dei disturbi da alimentazione incontrollata, all’interno di un’equipe multidisciplinare che in tempi di accoglienza immediati risponde al bisogno di costruzione di un percorso di benessere individuale.

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